Sportello intercomunale antiusura: Gli adolescenti e il gioco d’azzardo: uno studio sui giovani del territorio tuscolano

L’Associazione “Sportello Intercomunale Antiusura della Provincia di Roma”, Onlus costituita nel 2003 dalla Provincia di Roma, dalla Caritas Diocesana di Frascati e da sette Comuni dei Castelli di Roma, senza scopo di lucro, si fonda sul volontariato e svolge la sua attività nell’assistenza alle vittime dell’usura e soprattutto ai sovraindebitati e nella prevenzione a favore dei soggetti a rischio di usura o sovraindebitamento.

L’attività dell’Associazione si esplica pertanto, in due direzioni:

  • prestare assistenza finanziaria, legale, morale e psicologica alle vittime dell’usura e ai sovra indebitati;
  • porre in essere ogni iniziativa per la prevenzione dell’usura e del sovraindebitamento.

In quest’ultimo ambito, è stata posta attualmente l’attenzione sul fenomeno delle “Ludopatie”, dato che non poche persone si sono “depauperate” per il gioco e si sono trovate ln gravi difficoltà economiche. Per studiare e comprendere il fenomeno, si è ritenuto opportuno lanciare il progetto “Ludopatie”, iniziando con un questionario, predisposto dalla sociologa Dott.ssa Cristina Mariti, per gli studenti delle medie dei Comuni di Rocca Priora, San Cesareo, Colonna, Frascati, Monteporzio Catone, Monte Compatri, Nemi e degli istituti superiori di Frascati, frequentati anche dai giovani dei citati Comuni.

Il disegno della ricerca

La crescente presenza di pratiche, strumenti e strategie legate al gioco d’azzardo sono le premesse dello studio: infatti, le patologie dovute alla ludopatia risultano non solo incrementate (l’offerta per interventi di aiuto da parte di (para)istituzioni ha forse portato allo scoperto l’entità del fenomeno) ma, pericolosamente, a portata di mano degli adolescenti e dei giovani.

Presupposto essenziale e congenito dello studio è di aver indagato l’universo dei giovani del territorio non come soggetti con dipendenza dal gioco d’azzardo, ma come soggetti a rischio: è la prevenzione, quindi, la linea guida di tutto l’impianto della ricerca che, comunque, è in grado di rilevare scostamenti significativi e, laddove ritenuto opportuno, fare in modo che interventi specifici e mirati siano resi possibili.

In un’ottica di prevenzione, attraverso la ricerca sperimentale, si sono testati comportamenti, opinioni e valutazioni dei giovani dai 13 ai 19 anni campionati fra gli studenti dell’ultimo anno della Scuola Secondaria di I grado e delle II, III e IV classi della Scuola Secondaria di II grado: la famiglia con i suoi paradigmi relativi al dialogo e ai diritti/doveri; il gruppo dei pari e la sua legittimazione per identificarsi e costruirsi ruoli e identità; la scuola come luogo di socializzazione e di rapporti (inter)generazionali; il mondo dei mass media con la sua potenza mediatica; le nuove tipologie delle relazioni “virtuali” che stanno sostituendo quelle face to face, sono gli universi di riferimento della stagione adolescenziale della gioventù contemporanea ma, anche, i “produttori” di modelli socio-culturali.

Il metodo utilizzato dell’autosomministrazione ha consentito la rilevazione di 884 interviste che hanno prodotto risultati significativi rispetto:

  • alla  misurazione   dei   livelli  di   consapevolezza    del   costrutto    valoriale   e comportamentale dei soggetti analizzati;
  • alle motivazioni che inducono a forme di mancato adeguamento agli standard del comune sentire;
  • alla valutazione della consistenza del fenomeno del gioco d’azzardo nella popolazione giovanile campionata;
  • all’esito di aver intercettato l’attenzione sui rischi della dipendenza.

Non ultimo per importanza, il dato sulla riflessione sul termine “gioco”, troppo spesso impropriamente utilizzato e il cui significato è stato, nel corso del tempo, travisato non solo nell’accezione ma anche nel contenuto. A tale proposito, sembra opportuno riportare quanto sia andato trasformandosi il rapporto fra ”giocatore” e “gioco” soprattutto nel suo aspetto, perduto con il passare del tempo, di forma di socializzazione. Infatti, non più di qualche decennio fa, il gioco aveva spesso una dimensione familiare, fortemente caratterizzata dalla tradizione e, soprattutto, aveva a che fare con specifici periodi dell’anno (festività).

Certo, erano presenti luoghi in cui il gioco diventava “d’azzardo”, vale a dire sale scommesse, casinò e così via, ma la pratica di tali tipi di gioco era limitata, per quanto riguardava le giovani generazioni, tuttalpiù alle schedine del totocalcio. Questo perché la soglia di accesso era sempre mediata dalla famiglia, perché la riscossione era posticipata e perché, per certi versi, il gioco era legato a eventi, partite, manifestazioni. Più di ogni altra cosa, inoltre, il gioco era anche socializzazione: dialogo, momenti ludici e di svago hanno lasciato il posto a macchinari, strumenti, “interfacce” fredde e “mute” che producono momenti di solitudine e isolamento in cui persino la manualità un tempo così importante e significativa (tenere le carte o i dadi in mano) è stata sostituita da un “clic”.

Volume pubblicato grazie al contributo della Banca di Credito Cooperativo del Tuscolo, Rocca Priora e della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, Rocca Priora

Curatrice del volume: Cristina Mariti, sociologa e volontaria dello Sportello Intercomunale Antiusura della Provincia di Roma

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Gli adolescenti e il gioco d’azzardo – Uno studio sui giovani del territorio Tuscolano


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