Materiali per l’auto-aiuto

Materiali per l’auto-aiuto

Strumenti per avviare in prima persona il cambiamento.

Hai già consultato l’articolo “Cos’è il Disturbo da Gioco d’Azzardo” ? Hai già dato un’occhiata agli “Approfondimenti sui percorsi di sviluppo del DGA”?

Attraverso i materiali di auto-aiuto presentati qui di seguito potrai aumentare la tua comprensione del disturbo da gioco d’azzardo e migliorare la tua capacità di contenere i comportamenti problematici connessi.

Se necessario, tramite il database dei contatti territoriali, potrai orientarti verso i servizi pubblici e del privato sociale che, nella tua zona, offrono servizi di diagnosi e cura. Il percorso di autovalutazione che abbiamo predisposto per te invece, può essere una buona base per capire come procedere: in pochi minuti, completando i questionari (anonimi) otterrai le indicazioni più adeguate alla tua situzione.

Che cosa mi succede quando gioco d’azzardo?

E’ importante imparare a soffermarsi sui sentimenti ed i pensieri collegati alla situazione di gioco per imparare a riconoscere e gestire quelle sensazioni che precedono e accompagnano le “ricadute”.

Tenere un diario

Scrivere, tenere traccia di ciò che pensiamo e di ciò che facciamo, può rivelarsi uno strumento importante per coltivare la capacità di autocontrollo e per migliorare la capacità di “comprendere sé stessi” e le ragioni per cui non riusciamo a liberarci da comportamenti che sono per noi dannosi.

Avere sempre con te un piccolo bloc-notes, una piccola agenda, e fermarti almeno un paio di volte al giorno per annotare pensieri, sentimenti, ma anche altri dettagli relativi alle situazioni di gioco (che ora era, dove ti trovavi, che cosa era successo prima, con chi eri, quanto hai speso, come ti sentivi prima, e dopo, …) ti permetterà, dopo alcuni giorni, di riconoscere delle regolarità (ad esempio, è possibile accorgersi di giocare ogni volta che ci si trova soli, oppure prendere coscienza del fatto che la voglia di giocare scatta ogni volta che ci si arrabbia con qualcuno…). Comprendere meglio sé stessi, è già un buon inizio per imparare a prendersi cura di sé.

In questo, il diario di gioco ti potrà essere di grande aiuto.

Farsi una “mappa degli stimoli al gioco d’azzardo”

Chi gioca d’azzardo in modo problematico o patologico ha già sviluppato in sé delle abitudini profondamente radicate, sul piano emotivo ed in termini di “automatismo”. Siamo per così dire “condizionati” a ripetere tendenzialmente gli stessi percorsi di fronte agli stessi stimoli.

Questo ci rende vulnerabili alla “ricaduta”, anche quando siamo fermamente intenzionati a smettere. Ogni volta che passiamo davanti al nostro centro scommesse preferito (oppure ad altri, che per similitudine ce lo ricordano), ogni volta che sentiamo il suono dei gettoni nelle “macchinette” mentre stiamo prendendo un caffè, qualcosa “scatta” dentro di noi e ci ritroviamo a “scivolare” in un moto che sembra inarrestabile, verso il nostro azzardo preferito.

Per alcune persone, anche delle semplici luci lampeggianti (che ricordano quelle delle macchinette) sono sufficienti per generare irrequietezza e fantasie di gioco d’azzardo. Per altri, una sola bevanda alcolica può bastare per “mollare gli ormeggi” e ritrovarsi fuori controllo, a giocare fino ad esaurire ogni risorsa.

Elencare tutti questi “territori” scivolosi, tutti gli stimoli che possono indurre il desiderio di giocare d’azzardo, può essere dunque utile per tenersene alla larga. Vuoi provare a fare una tua mappa?

 

 

Diario di gioco

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Conseguenze del gioco eccessivo

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La bilancia decisionale

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Smettere di giocare

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